Recensioni sul pittore Silvio Bottegal

Tina Merlin
     

L'Unita' (settembre 1966)

Da anni Silvio Bottegal non si faceva vivo, non mostrava le sue cose tanto ammirate un tempo dai suoi estimatori. Ma valeva la pena di aspettare tanto per gustare, ora, le stupende composizioni che questo artista bellunese ci offre. E' quasi una riscoperta di Bottegal e, per moltissimi, e' una scoperta intera, nuova; la conoscenza di un pittore che ha occhi per guardare, cuore per capire, intelligenza e sensibilita' per trasfondere la poesia della natura com'e', con i suoi colori reali e non inventati nelle opere sue; con "l'umanita'" di essa, delle cose piccole - che molti ormai trascurano di vedere in questa societa' meccanizzata dei consumi - ma che esistono, con tanta bellezza che inebria i sensi. Quando si e' detto questo delle opere di Bottegal, in fondo si e' detto tutto. Ma non si e' detto niente se non le si va a vedere. Certi suoi paesaggi trevigiani e bellunesi, vie, case, alberi, tramonti sono trattati da maestro dell'acquerello quale egli e' sulla scia di un sentimento che denota la passione umana dell'artista per i luoghi amati. Non e' l'occasione soltanto che fa di un acquerello di Bottegal un'opera d'arte, e' la passione di un uomo, l'amore che egli nutre verso l'ambiente in cui vive, la spontaneita' della sua anima poetica, che in fondo sono i suoi orgogliosi segreti custoditi con pudica modestia, a farlo uno degli artisti piu' validi - nel campo dell'acquerello - dei nostri tempi. Questo e' L'artista.
All'uomo Bottegal bisogna muovere alcune critiche. Bottegal sa di valere ma non si cura di farsi valere, nel senso di farsi maggiormente conoscere da una cerchia piu' vasta di umanita', "dall'ambiente" artistico senza il quale il pittore, anche se bravo, non e' considerato perche' non e' conosciuto. Cio' fa parte anche della sua natura schiva e, forse, del troppo attaccamento che nutre verso le sue opere, delle quali e' quasi geloso. Cio' fa parte di un provincialismo della cultura, nel modo sbagliato che altri bravissimi pittori bellunesi hanno nell'intendere i valori e il contributo che spesso la provincia puo' portare ad una concezione nazionale di essa. Bottegal non si muove da Belluno e poco, pochissimo si e' mosso per il passato, tanto che il suo nome e le sue opere sono semisconosciute. Per quanto gli si dica che tutto cio' non e' giusto, non e' la maniera piu' valida di essere un uomo culturalmente impegnato. Bottegal da questo orecchio non ci sente. Ed e' profondamente sbagliato. Perche' certi valori sono universali e compie un attentato contro di essi chi non si prodiga perche' l'umanita' non si sappia sempre piu' comprendere ed apprezzare, divenendo per cio' stesso migliore. Non e' questo un augurio che formuliamo a Silvio Bottegal, a questo artista "che sembra niente" ma che ha dentro di se' una grandissima ricchezza di sentimenti. E' quasi la via del dovere che gli indichiamo e ai suoi estimatori l'invito ad aiutarlo per far conoscere ad altri la sua meravigliosa pittura.


Tina Merlin     
Tratto dal libro
Silvio Bottegal - pittore e poeta
edito dalla tipografia "Editrice Trevigiana"
Treviso 2 giugno 1971
in occasione della mostra presso Ca' da Noal - Treviso
Pp. 42


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Creation date: Thursday, August 24, 2006 05:00 pm - Last updated Monday, September 04, 2006 03:45 pm - All Rights Reserved.
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