Recensioni sul pittore Silvio Bottegal

Gino Striuli
     


Il Gazzettino (maggio 1956)
Silvio Bottegal e' sempre stato un artista irrequieto e tormentato, che ha cercato per vie diverse, e talora opposte, un punto di stabilita' su cui fermarsi al fine di potersi interrogare piu' profondamente e piu' sinceramente esprimersi. L'aveva forse trovato alcuni lustri addietro, poi la sua irrequietudine di rapsodo, lo porto' ad allontanarsene per adeguarsi ai tempi e alle esperienze nuove, e falso' in parte se stesso; ora sembra che quel punto l'abbia nuovamente trovato e vi si sia definitivamente assestato. Questa l'impressione che abbiamo ricevuto da una attenta analisi, fatta in questi giorni. Sono diciassette paesaggi (il Bottegal neglige totalmente la figura) tutti impostati ad una tecnica impressionistica che sacrifica il dettaglio al volume e che affida, in fatto di colore, a modulazioni cromatiche intermedie, delicatamente accordate, la sua dialettica espositiva. Forse e' da notare che l'impressionismo del Bottegal, il quale indubbiamente sa il fatto suo, e' a volte alquanto sbrigativo, per cui non di rado succede che il contesto pittorico del quadro si riduca ad una mera sensazione di colore, scarsa di efficacia narrativa: in altre parole avviene che in lui l'intuizione finisce col prevalere sulla meditazione. Ma dove l'artista si indugia in piu' pensose ricerche, in piu' attente elaborazioni, e dove sentimento e intelletto giungono ad amalgamarsi, allora la sua pittura ci dona visioni fresche d'incanto, ricche di atmosfera, morbide di effuse colorazioni, come avviene in "Primavera del Piave". Ma non e' questo il solo quadro valido, altri ce ne sono: ad esempio, "Paesaggio dell'Ardo", "Paesaggio del Piave", "Sobborgo Bellunese", tutti sentiti e resi con vigile sensibilita' coloristica specie quest'ultimo, che nel suo elegiaco svariare di grigi crea un'atmosfera di raccolta malinconia, fortemente comunicativa. E' inoltre doveroso riconoscere che anche le opere piu' affrettate, o meno sentite, non mancano di dignita' formale: prova evidente della piena maturita' dell'artista. Tuttavia, le cose che a noi hanno piu' direttamente parlato allo spirito, sono i bozzettini acquerellati, l'uno piu' felice dell'altro e i tre quadretti ad olio, risalenti a qualche decennio addietro, nei quali il colore ha una vibrazione piu' squillante e il disegno una piu' conchiusa finitezza.


Gino Striuli     
Tratto dal libro
Silvio Bottegal - pittore e poeta
edito dalla tipografia "Editrice Trevigiana"
Treviso 2 giugno 1971
in occasione della mostra presso Ca' da Noal - Treviso
Pp. 40


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Creation date: Thursday, August 24, 2006 05:00 pm - Last updated Monday, September 04, 2006 09:30 am - All Rights Reserved.
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